Martindale, The Complete Drug Reference. 37th edition 2011
Clarke's Analysis of Drugs and Poisons, 4th edition 2011
Goodman & Gilman's Pharmacological Basis of Therapeutics, 12th edition 2011
European Pharmacopoeia 7a edizione 2011
United States Pharmacopeia, USP 34-NF 29 2011
Kucer's The Use of Antibiotics, Sixth edition
Nuove Edizioni
Clinical Ophthalmology. A Systematic Approach
Operative Techniques in Orthopaedic Surgery, 4 volume set
nuova edizione, sconto speciale
Atlante di Neuroscienze di Netter
Atlante di Anatomia Ortopedica di Netter
Sampson's Textbook of Radiopharmacy
Pharmaceutical Compounding and Dispensing, Second edition
Vegetarianismo: Etica e Salute. Ricettario Dietetico e Vegetariano, Nuova Ipsa edizioni (codice 9788876764288) su Libreriafarmaceutica.com.
Esce il nuovo libro del Dottor Gabriele Peroni: creato a quattro mani con Cleo Bonalberti Peroni, è un'escursione nella storia, nella cultura, nell'economia di una forma di alimentazione non secondaria né riduttiva, attraverso ricette che ne testimoniano la varietà, la completezza, i benefici e, non ultimo, il gusto.
Dalla Prefazione del prof. Valerio Pocar:
[...] Il progresso biomedico ha confermato ciò che la sapienza tradizionale, anche di tipo religioso, già sapeva, che un’alimentazione nella quale i prodotti derivanti dagli animalisia assenti o rari è salutifera e previene molte malattie e, se corretta, è del tutto adeguata in ogni età e fase della vita: basterebbe leggere il rapporto dell’American Dietetic Association e dei Dietitians of Canada del 2003 per definitivamente convincersene. E non sto qui a ripetere ciò che tutti sanno e fanno finta di non sapere. [...] Che ottime ragioni di carattere ecologistico suggeriscono di evitare per il fine dell’allevamento lo spreco di acqua, l’inquinamento, il disboscamento massiccio a fini di pascolo o di coltivazione di foraggi. Per tacere della mucca pazza, dei polli alla diossina, delle epidemie aviarie, dei vitelli agli ormoni, dell’uso forsennato degli antibiotici negli allevamenti e così via e così via. [...] Meno accettabile è che siano così crudeli e cinici da condannare alla malnutrizione e alla denutrizione milioni e milioni dei propri consimili o da recare danni irreversibili all’ecosistema, ormai già, per tante ragioni, così fragile e compromesso, ponendo a rischio la sussistenza delle future generazioni animali, a cominciare dalla stessa specie umana. Ma, anche se gli interessi umani non fossero posti a rischio dalla zoofagia, come invece sono, una ragione pur resterebbe per condannare questa sciagurata abitudine e questa dissennata scelta alimentare. È la ragione della morale e della coscienza, che non può in alcun modo ammettere una crudeltà che non abbia giustificazione, a maggior ragione se essa è inutile e anzi dannosa. Non siamo una specie carnivora e non abbiamo alcun bisogno di mangiare prodotti animali e dunque le torture con le quali essi vengono messi al mondo, allevati, trasportati, cacciati, uccisi non possono essere giustificate. Se la zoofagia è dannosa, non abbiamo il diritto di autolederci con danno di creature innocenti e suona quasi beffardo che si contrasti, giustamente, il fumo passivo e si consentano infinite peggiori crudeltà. Ma coloro che mi leggono habent aures et audiunt e già hanno ben compreso.
Ecco dunque come un libro di cucina possa perseguire addirittura uno scopo etico e rendersi strumento di morale pratica. Ora, però, naturalmente non basta che l’intento sia etico: un libro di cucina resta pur sempre anche un libro di cucina e di libri di cucina ce ne sono di buoni e di meno buoni. La buona cucina è tendenzialmente semplice e rigorosa, capace di sposare pochi ben assortiti sapori per ottenere risultati apprezzabili dal palato. Senza inutili artifici o complicazioni, che non soltanto non sono alla portata di ognuno, ma rischiano di corrompere il gusto stesso. [...] Questo libro di cucina, insomma, non soltanto è morale, ma realizza un altro scopo, forse meno importante, ma non secondario. È diffusa, infatti, l’idea, presso coloro che vegetariani non sono, ma purtroppo anche presso i vegetariani, che evitare di nutrirsi di cibi di origine animale sia una rinuncia. Non lo è affatto, almeno non più di quanto non lo sia astenersi dal mangiare bambini… Come l’evitare l’uso delle pellicce induce molte a ricorrere a quelle ecologiche (brutte, peraltro) quasi a compensare una perdita, così molti ricorrono alle finte bistecche, ai finti spezzatini e a consimili immeritevoli imitazioni. In generale, è diffusa una visione esasperata delle scelte vegetariane e, soprattutto nell’immaginario di coloro che a queste scelte sono estranei, ma non solo in costoro, e l’idea che le scelte medesime debbano avere un certo qual significato ascetico, quando non addirittura non debbano rappresentare quasi una forma di autopunizione. In questa erronea percezione, insomma, mangiare vegetariano e mangiar male sembrano dover coincidere. Nulla di meno vero. La cucina vegetariana non soltanto è più sana, ma può, e questo libro ne dà la conferma, essere gustosissima.
Del resto, sarebbe ben ingiusto se non fosse così. [...]
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